NOVEL FOOD: alghe e insetti nel piatto degli europei


L'espressione "novel food" significa letteralmente nuovi alimenti o nuovi ingredienti alimentari, rientrano in questa categoria gli insetti edibili e non solo...






Dal primo gennaio 2018 con l'entrata in vigore della direttiva UE è consentito il consumo di insetti sulle tavole europee ed inoltre, troveremo nei ristoranti e tra gli scaffali dei supermercati una varietà di cibi sconosciuti alle abitudini culinarie degli europei. Cavallette, camole della farina, grilli, insieme ad alghe, spirulina, vegetali con strutture molecolari modificate, alcuni tipi di funghi, entreranno a far parte della gastronomia europea.
Secondo la FAO gli insetti commestibili sono 1900. Entro il 2050 la popolazione mondiale passerà dagli attuali 7 ai 9,7 miliardi, circa 2,5 miliardi di persone in più che popoleranno la Terra e che bisognerà sfamare raddoppiando la produzione di cibo, riducendo gli sprechi al massimo e, soprattutto, sperimentando nuovi generi alimentari.
In oriente il consumo di insetti a scopi alimentari è diffuso da tempo. In Europa i paesi anglosassoni (Regno Unito compreso) consentono già la commercializzazione di insetti e loro derivati per uso alimentare. L' UE ha però adottato le  proprie regole al proposito.
Alcuni Paesi europei hanno già affiancato alla legislazione comunitaria le proprie discipline legislative ed anche alcune limitazioni. In Belgio ad esempio, è consentita la commercializzazione ma non l'importazione di insetti per uso alimentare, se non allevati presso strutture certificate presenti nel territorio europeo. In Olanda è consentita la vendita di alcune tipologie di insetti, purché rispettino le regole nazionali sulla sicurezza alimentare.
Quindi, in Europa dal primo gennaio basterà ottenere una sola autorizzazione per poter vendere i nuovi prodotti alimentari in tutti i ventotto Paesi. Tostati, essiccati o cotti, dalla farina di grillo al bacon vegano, ai gamberi di alghe alle amate cavallette, ora anche gli italiani, se lo vorranno, potranno consumarli.

Luciana Rassati

di Giorgia Marino