Il rinomato "MANDARINO TARDIVO DI CIACULLI"

Nasce nella terra del sole di Sicilia il mandarino tardivo di Ciaculli che prende il nome dalla zona omonima di Ciaculli, terra di splendidi giardini coltivati ad agrumeti e zona vicinissima a Palermo nota anche con il nome di "Conca d'oro".





Fino alla metà del secolo scorso la Conca d'oro Palermitana era un unico grande giardino, oggi le aree agricole coltivate si sono ridotte quasi dell'80%. La produzione è limitata a circa duecento ettari e i sessantacinque proprietari si sono riuniti in un consorzio.
Il mandarino tardivo di Ciaculli ha la buccia molto sottile, con pochi semi all'interno ed è molto succoso. Dall'aroma intenso possiede un alto contenuto zuccherino e per questo usato dai pasticcieri e dai gelatieri siciliani per ottenere dolci, gelati, granite, gelatine, liquori, spremute e marmellate.


E' un prodotto d'eccellenza italiana dove il presidio Slow Food ha il compito di far conoscere questa varietà e le qualità di questo prestigioso prodotto naturale, divulgare le iniziative del consorzio che riunisce i piccoli coltivatori di mandarini e salvaguardare gli splendidi giardini palermitani.
Il mandarino tardivo nacque negli anni quaranta nelle frazioni di Ciaculli e di Croceverde Giardina che sono ancora coltivate a mandarini, per una mutazione spontanea del mandarino avana. Il termine tardivo sta ad indicare che la produzione del frutto avviene in ritardo rispetto a quella degli altri agrumi dello stesso genere noti come agrumi invernali siciliani, il mandarino tardivo invece è una varietà che si raccoglie fino a marzo tant'è che è chiamato anche marzuddu, ovvero con maturazione in marzo.
In commercio il prodotto lo si trova confezionato in cassette di legno e in scatole di cartoncino, dove i mandarini sono avvolti nella tipica carta colorata con i colori della bandiera italiana e il logo del consorzio.